domenica 30 dicembre 2012

Gold Macarons con crema allo Champagne e i 5 post più visti dell'anno per brindare insieme al 2013!






Fine anno....esplode la classifica-mania: dai 10 dischi più venduti.... ai 10 uomini dell'anno, passando per i 10 film cult o le 10 frasi da dimenticare... Anch'io mi sono fatta prendere da questa mania e ho cominciato a dare i numeri... ed ecco i 5 post del blog più visualizzati quest'anno...rigorosamente presentati con il countdown di rito:



torta di fragole4
Il quinto post più visualizzato è la  Torta alle fragole






cake integralecAl quarto posto troviamo  il Cake di mele con farina integrale


cheesec
Al terzo posto la Cheese-cake senza cottura

















frolle3
Al secondo posto ci sono loro: Biscotti da the con frolla morbida

















Ma il post più visualizzato del blog nel 2012 è....




pereppepepè......




Red Velvet Cupcake !!!!!

redvelvet8

Ve lo sareste mai immaginato???? E il vostro post preferito del 2012 qual è stato?
Il mio non ve lo dico... anche perchè in ognuno c'è un pezzetto di me...per cui sarebbe veramente difficile scegliere. Come disse qualcuno... il miglior post è quello che deve essere ancora scritto...per cui finite di leggervi questo ....non si sa mai!
Con questa ricetta sbrillucicosa, in tono con lo scintillìo di San Silvestro, vi auguro un 2013 ricco di ciò che più desidera il vostro cuore. AUGURI e ci vediamo l'anno prossimo!


Per i gusci ho usato la ricetta-base di Alice

2 albumi "vecchi" di 3 giorni
80g mandorle
120g zucchero a velo
50g zucchero Zefiro
 colorante in polvere oro

per la crema al burro allo Champagne:
100gr di burro morbido
70gr di zucchero a velo
4 cucchiai di Champagne




- Tritare molto bene le mandorle aggiungendo mano a mano lo zucchero a velo un cucchiaio alla volta . Setacciare poi la polvere ottenuta in una ciotola.
- Montare gli albumi con un pizzico di sale aggiungendo lo zucchero semolato in 3 parti per formare una meringa ben ferma.
- Aggiungere alla meringa il mix di mandorle+zucchero a velo e mescolare cautamente dall'alto verso il basso per non smontare il composto.
- Versare in una tasca da pasticceria con la punta tonda liscia da circa 1 cm.
- Formare sulla carta da forno i macarons ben distaccati perchè poi si espandono e lasciarli riposare all'aria per circa 30 min.
- Infornare per 15 min circa a 150°C su una teglia appoggiata su un'altra teglia da forno per avere un doppio fondo (questo serve per avere l'impatto di calore e far formare la classica coroncina del macaron) e lasciar raffreddare completamente prima di staccarli.

A questo punto, dopo avere sfornato i macarons neutri, intingere il dito nel colorante oro e con molta delicatezza spalmarlo sui gusci quando sono ancora tiepidi...assumeranno un bellissimo riflesso oro.



Per la crema, lavorare il burro con un frullino elettrico, fino a farlo diventare spumoso, unire lo zucchero a velo e lo champagne e continuare a montare, fino a ottenere una crema ben amalgamata. Conservare la crema in frigo per un paio d'ore quindi riempire un sac a poche e farcire i macarons.
Per gustarli al meglio lasciarli a riposo in frigo per una notte.




  




 



E come ogni San Silvestro che si rispetti, mentre brindiamo al nuovo anno con Champagne e Gold Macarons
non dimentichiamoci di essere scintillanti dalla testa ai piedi...un bel tubino nero che va bene sempre e comunque  e ai piedi tacchi altissimi e stilosi... dal 12 in su ovviamente, perchè chi è fashion a Capodanno è fashion tutto l'anno!
Con questo post partecipo al contest di Fabiola in collaborazione con Sarenza.it.
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lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale a tutti voi!



Le Quattro Candele

Quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente.
Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione.
La prima diceva:
"IO SONO LA PACE, ma gli uomini non mi vogliono:
penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!"
Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.
La seconda disse:
"IO SONO LA FEDE purtroppo non servo a nulla.
Gli uomini non ne vogliono sapere di me, non ha senso che io resti accesa".
Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.
Triste triste, la terza candela a sua volta disse:
"IO SONO L'AMORE non ho la forza per continuare a rimanere accesa.
Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza.
Troppe volte preferiscono odiare!"
E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.
...Un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente.
"Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!"
E così dicendo scoppiò in lacrime.
Allora la quarta candela, impietositasi disse:
"Non temere, non piangere: finchè io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele:
IO SONO LA SPERANZA"
Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.



Auguro a tutti coloro che passeranno di qui un sereno Natale e un anno nuovo pieno di speranza... perchè quella candela rimanga sempre accesa nel nostro cuore, anche se tutto intorno a noi sembra buio, anche se nessuno sembra tenderci una mano, non permettiamo mai che la luce della  SPERANZA si spenga...

Con affetto
Fujiko
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giovedì 20 dicembre 2012

Torrone morbido multigusto....la mia prima volta!

L'anno scorso vedendo quello fatto da Lui , il Signore dei Torroni, mi sono detta: ci devo provare anch'io! Poi il periodo natalizio è passato velocemente e non ci ho pensato più.
Quest'anno quando sono andata nel mio negozio di articoli per pasticceria preferito, ho comprato le ostie, le mandorle, i pistacchi e il miele, tanto per non avere alibi di sorta, e mi sono messa alla ricerca di una ricetta facile e veloce.... col poco tempo a mia disposizione non potevo certo rimestare il calderone per ore stile Strega Bacheca con la speranza che tutto quadrasse alla perfezione! E così girando per il web mi sono imbattuta in questa ricetta, pubblicata da Paoletta del blog "Anice & Cannella" (leggasi "garanzia di qualità") e tratta da un numero di Cucina Italiana (qui tutti i particolari a riguardo).
L'esperimento ha avuto un buon esito, considerando che si tratta della mia "prima volta". Oltre a quello ostiato, ho sperimentato altre tre coperture (l'interno è sempre quello): il classico cioccolato fondente, ciocco bianco all'arancia e ciocco bianco al caffè. Unica attrezzatura INDISPENSABILE: un termometro da cucina.
Di cosa parlo???? Del torrone naturalmente!


TORRONE MORBIDO

350 gr di mandorle 
50 gr di nocciole 
50 gr di pistacchi 
30 gr di acqua 
100 gr di zucchero
40 gr di albume 
100 gr di miele di acacia

scorza di un'arancia grattugiata

INOLTRE
per quello ostiato: due fogli d'ostia
per quello al cioccolato: 100gr di cioccolato fondente al 70%(se amate i gusti molto decisi) o al 50% di cacao 
per quello all'arancia: 100gr di cioccolato bianco, scorza di arancia grattugiata
per quello al caffè: 100gr di cioccolato bianco, due cucchiaini di polvere di caffè

PER IL PROCEDIMENTO VI RIPORTO FEDELMENTE LE PAROLE DI PAOLETTA
  1. Tostare a circa 120° per una decina di minuti  la frutta secca, e lasciarle in forno al caldo.
  2. Far bollire, a fuoco basso, 30 gr di acqua con 100 gr di zucchero, mettendo prima lo zucchero nel pentolino, poi l'acqua, e portarlo a 135°(145° se si vuole un po' piu' duro) senza mescolare mai.
  3. Nello stesso momento porre sul fuoco a bagnomaria, 40 gr di albume con 100 gr di miele, e montare continuamente con le fruste elettriche, fino a che il composto si staccherà dalle pareti.
  4. Lo sciroppo raggiungerà i 135° circa quando la montata di albume e miele sarà bella spumosa, soda, e soprattutto tenderà a staccarsi dalla ciotola nella quale si sta lavorando, assumendo il caratteristico profumo di torrone.
  5. A questo punto lo zucchero sarà giunto a temperatura, quindi versarlo a sul composto  e aggiungere a questo punto la frutta secca calda.
  6. Mescolare bene, poi aggiungere la scorza di un'arancia grattugiata , quindi lavorare la massa finche' risultera' molto compatta.
  7. A questo punto versare il composto su una cialda (per quello ostiato) o su carta da forno, bagnarsi le mani con acqua gelida, e compattare il tutto dando una forma regolare,  mettervi sopra l'altra cialda o carta forno e pressare bene il tutto, sia sopra che ai lati.
  8. Coprire bene, mettere al fresco  e tagliare dopo circa 10/12 ore con un coltello a lama liscia e molto affilata!
  9. Conservare in luogo fresco e asciutto.



 Per i vari gusti,  dopo avere tagliato il torrone, ho proceduto alla glassatura:

  • per quello al cioccolato, con semplice cioccolato fondente;
  • per quello all'arancia, con cioccolato bianco fuso al quale ho aggiunto la scorza grattugiata e quindi ho glassato;
  • per quello al caffè, come sopra, sostituendo alla scorza la polvere di caffè
Mettete i torroncini così glassati su carta da forno in un luogo fresco e asciutto fino a che la copertura non si sarà solidificata.










 

















Con questo post partecipo al contest di Imma "Dolci a go-go"


Vi aspetto lunedì per scambiarci gli auguri di Natale! 
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lunedì 17 dicembre 2012

Tartufini all'arancia e Albicocche "in bianco" per gli amanti del white chocolate

Settimana piena piena....e ancora peggio sarà quella che mi attende: consigli di classe, incontro scuola-famiglia con consegna della pagella trimestrale, collegio docenti...senza contatre i due turni di piscina, due di calcio, una partita in trasferta, un presepe vivente e, dulcis in fundo, la fine del mondo! Insomma un programmino niente male per una settimana di una docente media, nonchè madre, nonchè moglie, nonchè foodblogger....Per non parlare del fatto che ancora non ho preparato, nè comprato, nè tantomeno pensato a  uno e dico uno dei regali di Natale della mia lista. Un disastro!
Vabbè dai....consoliamoci con queste due dolcissime idee che potrete inserire tra i vostri doni per amici e parenti golosi: la prima idea è un tartufino all'arancia e cioccolato bianco aromatizzato, facile e veloce, e la seconda delle albicocche secche ripiene di mandorle e nocciole e ricoperte di cioccolato bianco, l'ideale regalo per gli amanti dei sapori dolci ma non troppo.




TARTUFINI BIANCHI ALL'ARANCIA

150gr di cioccolato bianco
35gr di panna
40gr  di scorza d'arancia candita
scorza di un'arancia fresca grattugiata
zucchero a velo

Facciamo sciogliere a bagnomaria la panna con il cioccolato bianco. Lasciamo intiepidire e uniamo la scorza d'arancia grattugiata e la scorza d'arancia candita tagliata a pezzettini. Mescoliamo bene e mettiamo in frigo per un paio d'ore almeno, fino a che non si è indurita abbastanza da essere lavorata con le mani. Con un cucchiaino prendiamo un  po' di impasto e formiamo velocemente delle palline con le mani, quindi passiamole nello zucchero a velo e sistemiamole nei pirottini di carta.















 ALBICOCCHE AL CIOCCOLATO BIANCO

20 albicocche secche
liquore al cocco o rhum q.b.
200gr di cioccolato bianco
20 mandorle
granella di nocciole
farina di cocco

Mettiamo a mollo le albicocche nel liquore per 48 ore. Incidiamo le albicocche dopo averle tamponate bene con carta da cucina. Inseriamo all'interno di ciascuna albicocca una mandorla e un cucchiaino scarso di granella di nocciole e chiudiamo bene. Facciamo fondere a bagnomaria il cioccolato bianco e glassiamo ogni albicocca intingendola nel cioccolato e sistemandola subito in un pirottino di carta. Cospargiamo con la farina di cocco e facciamo solidificare in un luogo fresco e asciutto.




Tartufini all'arancia ....
....e Albicocche al cioccolato bianco


























Prima di lasciarvi due consigli per gli acquisti (  ahahahah..!).


Non perdete  il primo libro, appena uscito, della mia amica Claudia Ambu, autrice del blog Mon Petit Bistrot, dal titolo "Natale in cucina" , edito da Malvarosa Edizioni: oltre alle bellissime foto di Claudia e alle sue ricette golose dedicate alle feste di Natale ci sono anch'io, ospite insieme a Marina e Martina, con due ricette inedite dedicate al cenone delle feste.







E' in edicola il nuovo numero del mensile Idee in Tavola. In questo numero troverete un intero menù tutto mio e altre mie ricette sparse quà e là.... Per cui che aspettate? Correte in edicola prima che finiscano le copie!

A presto (Maya permettendo....) !



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lunedì 10 dicembre 2012

A gentile richiesta: pan di spagna con e senza glutine con passo passo.

Quante volte ci siamo detti : “ Facciamo una torta???”  e quante quella torta non l’abbiamo fatta perché aveva una base che ci terrorizzava…  una base insormontabilmente difficile da fare (almeno così ci è sembrato in quel momento…) ….la base delle basi…. LUI il terribile Pan di Spagna, per non parlare di quello fatto con farine speciali, nel caso di intolleranze al glutine!!!! 

E’ incredibile ma è proprio così! Spesso il Pan di Spagna incute timore persino alle più esperte di noi…  Forse per la mancanza di  lievito nell’impasto (…e come gonfierà mai????) o perché non si hanno mai e dosi giuste…. 20,30,40 gr o forse 50 gr di farina per uovo? …E poi burro si, burro no… Insomma la confusione non manca!
 Le origini del Pan di Spagna risalgono al 1700 quando il cuoco genovese Giobatta Cabona venne inviato in Spagna insieme all’ambasciatore genovese il marchese Domenico Pallavicini.  In occasione di un banchetto Cabona presentò una torta basata su una pasta di incredibile leggerezza, che venne in suo onore definita Pâte Génoise, pasta genovese.  Da questa, derivò una versione leggermente semplificata che prese il nome di Pan di Spagna per onorare la corte spagnola che aveva decretato la fortuna della preparazione. In effetti spesso si fa confusione tra queste due preparazioni che però hanno una differenza fondamentale : la presenza o meno del burro nell’impasto. Infatti mentre nella pasta genovese troviamo fra gli ingredienti il soffice burro , nel Pan di Spagna gli unici ingredienti che troviamo sono uova, farina e zucchero.
Quindi NO al lievito, NO al burro….e la farina? La farina può essere usata semplicemente o miscelata a una piccola parte di amido. Per la quantità, essa può variare in base al tipo di massa che vogliamo ottenere e quindi all’uso che ne vogliamo fare: si va dai 20-25 gr per ogni uovo per una massa leggera, adatta ad essere mangiata a fette senza farcitura, ai 30-35 gr per una massa media, adatta a farciture leggere (strato sottile di marmellata, nutella o panna) ai 50gr della versione pesante usata come base per le torte farcite e decorate che deve essere necessariamente inumidito con una bagna alcolica o no, perché ha un’alveolatura abbastanza compatta. Tra le varie versioni, provate e sperimentate, quella che preferisco come passe par tout è quella con 40gr di farina per uovo.
E le dosi per teglia? Per una 20-22 va bene la dose da 3 uova, per una 24-26 la dose da 6 uova, per una teglia da 28-30 ho usato 9 uova e per una 32-34 ben 12!
 Per la perfetta riuscita del pan di spagna dobbiamo seguire pochi ma fondamentali accorgimenti:
·         Gli ingredienti devono essere tutti a temperatura ambiente.
·         Le uova intere vanno montate con lo zucchero per almeno 15-20 minuti su un bagnomaria caldo. Se avete una planetaria basteranno 10-12 minuti.
·         La farina va setacciata e aggiunta al composto a cucchiate, mescolando con una spatola dal basso verso l’alto con delicatezza.
·         La teglia va sempre imburrata e infarinata abbondantemente.
·         La cottura va  verificata con uno stecchino, almeno dopo 15-20 minuti di forno.
·         Aspettare che il pan di spagna sia tiepido prima di toglierlo dalla teglia.


PAN DI SPAGNA

3 uova

120gr di zucchero

120gr di farina 00 o, per la versione gluten free, di farina dietoterapica (io uso la B-aglut) o se preferite le farine naturali usate un mix fatto con 80gr di fecola di patate +40gr di amido di mais

Aroma a piacere (semi di vaniglia, zeste di limone, semi di anice, rhum…)

Per una teglia da 20-22


Montiamo le uova intere con lo zucchero su un bagnomaria tiepido per almeno 15 minuti ( se avete una planetaria basterà montare per 10 minuti).......




















 .....finchè il composto non diventerà chiarissimo e gonfio e ricadrà a nastro, ovvero se sollevato con un cucchiaio esso dovrà ricadere come un nastro e rimanere sospeso sulla superficie dell’impasto per qualche secondo prima di andare giù. 















  



Uniamo l’aroma prescelto (io anice), quindi versiamo a pioggia la farina ben setacciata sul composto di uova un cucchiaio alla volta, mescolando dal basso verso l'alto per non smontarlo . 




















Versiamo il tutto in una teglia imburrata e infarinata e inforniamo a 180° per 30 minuti circa (naturalmente è necessaria la prova stecchino per la cottura perfetta...). 





















 Appena intiepidito sformiamolo con delicatezza su una gratella e decoriamo con zucchero a velo o tagliamolo in due o tre strati e farciamolo come più ci piace.




 Articolo e ricetta apparsi nell'ultimo numero di About Food.
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lunedì 3 dicembre 2012

Cioccoriso e Cioccomallows: semplici e velocissimi!

Il cioccolato è come un jeans: si abbina praticamente con tutto!
Oggi volevo fare  dei cioccolatini semplici e veloci, senza sporcare troppo e senza usare un'attrezzature particolare, e rovistando qua e là nel mio cassetto delle goloserie, quello dove tengo gli ingredienti da pasticceria e non solo, ho trovato un sacchettino con dei fiocchi di riso, di quelli  da tuffare nel latte per fare colazione, e qualche marshmallow bianco, scampato alla golosità della mia piccolina. Perchè non utilizzarli? Ed ecco per voi i Cioccoriso e i Cioccomallows, che spero apprezzerete anche come idea golosa per qualche regalino di Natale.
A prestissimo con altre idee cioccolatose da non perdere!



 CIOCCORISO & CIOCCOMALLOWS

 100gr di cioccolato fondente
50gr di fiocchi di riso croccanti
pirottini di carta

100gr di cioccolato fondente
12 pezzi di marshmallows
zucchero a velo
pirottini di carta

per 24 pezzi circa

Facciamo sciogliere il cioccolato a bagnomaria e intanto tagliamo i marshmellows in cubettini che passeremo in un pò di zucchero a velo così non si appiccicheranno tra loro. Quando il cioccolato sarà sciolto dividiamolo in due ciotole: nella prima versiamoci i cereali e nella seconda i marshmallows. Mescoliamo bene e versiamo i due composti nei pirottini di carta aiutandoci con due cucchiaini. Facciamo rapprendere il cioccolato per 10-15 minuti et voilà...il gioco è fatto!

Semplici e veloci...no? I cioccoriso sono molto croccanti, mentre i cioccomallows sono croccanti fuori e morbidi dentro... li adoro per quel contrasto tra l'amaro dell'esterno e il dolce del ripieno. Provateli e non ve ne pentirete!




ecco l'interno dei Cioccomallows




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mercoledì 28 novembre 2012

I Pastetti... ma voi chiamateli pure Petits Fours!

Quando sento parlare di "piccola pasticceria" non posso fare a meno di pensare ai Pastetti, che in questo piccolo lembo di Calabria SONO la piccola pasticceriaNel resto d'Italia li chiamano Pasticcini alle mandorle o Paste secche... o Pastine di mandorla... o anche con il termine chiccosissimo di Petits Fours... ma qui in provincia di Reggio Calabria sono e rimangono semplicemente i Pastetti.
Pastetti e confetti sono sempre stati il simbolo delle feste importanti, quelle in cui si celebra un sacramento per intenderci...tipo feste di battesimo, cresime, matrimoni.... Unica occasione non religiosa concessa: la nascita. Pastetti e confetti (...a cui col tempo si è aggiunto anche qualche cioccolatino) nel numero rigorosamente dispari di 5, facevano da accompagnamento alla bomboniera, ben riposti in una scatolina di cartone detta  'a spasetta, che si donava a parenti ed amici al momento del congedo dopo i festeggiamenti. In epoca  più antica, quando i matrimoni si celebravano per amore per cui duravano dai 50 ai 60 anni (...solo perchè dopo tale lasso di tempo poteva capitare che uno dei coniugi passasse a miglior vita, della serie "finchè morte non ci separi..."), quando non esistevano abiti da 5-6 mila euro  nè wedding planner ma solo il vestito fatto dalla mamma o prestato dalla cugina, quando non c'erano locations prestigiose o pranzi per 500 persone in cui le posate sono più delle portate ma solo casa di mamma o la trattoria del cugino Peppino, ebbene anche a quei tempi dopo la cerimonia si mangiavano i pastetti con i confetti, bagnati rigorosamente da un brindisi in rima con Vermouth bianco e conclusione a ritmo di tarantella.
Quando ero bambina io invece i matrimoni   già si festeggiavano nei locali, dove si andava  dopo la cerimonia: solitamente c'era un piccolo buffet di dolci costituito da  bocconcini ( bignè di pasta choux), cannolicchi ( cannoli siciliani mignon) e la torta nuziale a piani e dopo il taglio della torta e il brindisi con i calici incrociati gli sposi passavano di tavolo in tavolo e insieme alla bomboniera passavano ad ogni invitato un cucchiaio colmo di confetti e pasticcini da portare a casa che ognuno riponeva in un tovagliolo di carta dopo averne fatto una piccola truscia e lo custodiva gelosamente in tasca. Quel piccolo tesoro spesso era destinato a portare un pò di festa anche agli anziani o a qualche ammalato che non aveva potuto essere presente quel giorno. Arrivati a casa ognuno sceglieva il suo pastetto preferito... e siccome a me le ciliegie candite non piacevano cercavo di beccare sempre quello con la mandorla o nei casi estremi, di nascosto da occhi indiscreti (leggasi "mia madre"), toglievo via la ciliegia troppo dolce per i miei gusti e la nascondevo in un lembo di fazzolettino perchè mia madre non se ne accorgesse...giusto il tempo di farle fare una brutta fine. Ehi... non tradirete il mio segreto, vero?


 I PASTETTI
(Pasticcini alle mandorle)

150 gr di farina di mandorle
100gr di zucchero
30 gr di farina di nocciole
60gr di albume
10gr di miele
scorza d'arancia grattugiata
ciliegie candite e mandorle (o nocciole)
 zucchero a velo



Frulliamo insieme nel mixer le due farine, l'albume e lo zucchero, fino ad ottenere un impasto dalla grana fine ma abbastanza consistente,  uniamo la scorza d'arancia e mescoliamo bene. Mettiamo l'impasto in un sac a poche con bocchetta a stella a 7 punte e formiamo delle piccole rose con un movimento circolare su una teglia rivestita con carta da forno. Mettiamo al centro di ogni pasticcino mezza ciliegia candita o una mandorla intera e lasciamo asciugare i pasticcini per almeno un'ora affinchè gli zuccheri presenti nell'impasto vengano in superficie senza smontarne la struttura e possiamo così ottenere la tipica crosticina caramellata di questi pasticcini.
Trascorso il tempo del riposo inforniamo i pasticcini a 200-210 ° per 12 minuti circa, fino a che le punte dell'impasto non diventino di un bel colore marrone. Facciamoli intiepidire per almeno 5 minuti prima di togliere via i pasticcini dalla carta da forno, perchè appena sfornati sono ancora molto morbidi e rischiamo di romperli. Completiamo con una spolverata di zucchero a velo.


































Quando ho scattato queste foto e le ho riviste al computer mi sono molto emozionata...e non sono riuscita a scegliere quale foto omettere, perciò mi scuso per la lunghezza del post, nella speranza che quella stessa emozione sia riuscita a trasmetterla anche a voi... voi che non potete immaginare che quella coppia bellissimi di sposi sono i miei nonni, Antonio e Teresa, che oggi non ci sono più.

Con questo post non potevo non partecipare al contest della mia amica Assunta dedicato alla Piccola Pasticceria.


 
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